Bali: guida e consigli di viaggio

Matteo Massoni

Bali è uno di quei luoghi che è difficile raccontare semplicemente come una destinazione di mare.

È un’isola fatta di contrasti: templi induisti immersi nel verde, risaie terrazzate, cascate nascoste nella giungla, strade trafficate, piccoli villaggi, beach club, tramonti sull’Oceano Indiano e resort di lusso dove rallentare completamente il ritmo.

È proprio questa combinazione a rendere Bali così particolare. In pochi giorni si può passare dall’atmosfera spirituale e quasi mistica di Ubud alla costa di Jimbaran, dove il paesaggio cambia completamente e il mare diventa protagonista.

Nel mio viaggio ho scelto proprio questo approccio: prima Ubud, per immergermi nella Bali più verde, culturale e spirituale; poi la costa sud, soggiornando all’AYANA Bali, per concludere il viaggio tra spiagge, templi, piscine, tramonti e relax.

Se state organizzando il vostro primo viaggio a Bali, questa è secondo me una delle combinazioni migliori.

Bali: dove si trova e perché andarci

Bali fa parte dell’Indonesia ed è una delle oltre 17.000 isole dell’arcipelago indonesiano. Si trova tra l’isola di Java, a ovest, e Lombok, a est, ed è attraversata dalla linea dell’Equatore? No: Bali si trova appena a sud dell’Equatore, in una posizione tropicale che determina un clima caldo per tutto l’anno.

La capitale è Denpasar, mentre il principale aeroporto internazionale è il Ngurah Rai International Airport (DPS), situato nella parte meridionale dell’isola, non lontano da Kuta, Seminyak, Jimbaran e Nusa Dua.

Bali è conosciuta come la Island of the Gods, l’Isola degli Dei, e non è soltanto uno slogan turistico: la religione induista balinese è parte integrante della vita quotidiana. Templi, offerte floreali, processioni e cerimonie fanno parte del paesaggio tanto quanto le risaie e le palme.

Il risultato è una destinazione estremamente scenografica, ma anche culturalmente molto interessante.

Come arrivare a Bali

Per chi parte dall’Italia, il viaggio è inevitabilmente lungo. Non esistono normalmente voli diretti dall’Italia a Bali, quindi bisogna prevedere almeno uno scalo, generalmente in uno dei grandi hub del Medio Oriente o dell’Asia.

L’aeroporto di riferimento è il Ngurah Rai International Airport, indicato con il codice DPS. Un consiglio importante: non organizzate il primo giorno di Bali come una giornata piena di visite.

Dopo un viaggio intercontinentale, il traffico di Bali e il jet lag possono rendere gli spostamenti molto più lunghi di quanto sembri sulla carta. Meglio arrivare, trasferirsi in hotel e iniziare davvero a esplorare il giorno successivo

Documenti e ingresso a Bali: cosa sapere

Questa è probabilmente la parte da controllare con maggiore attenzione prima della partenza, perché le procedure indonesiane possono cambiare. Per i cittadini italiani è disponibile il Visa on Arrival (VoA). L’Italia rientra infatti tra i Paesi i cui cittadini possono richiederlo. Il VoA consente normalmente un soggiorno iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione una volta. Il costo indicato dall’immigrazione indonesiana è di 500.000 IDR.

Il passaporto deve avere una validità residua di almeno 6 mesi al momento della richiesta del visto.

C’è poi un’altra cosa che spesso sorprende chi visita Bali per la prima volta: la Foreign Tourist Levy, una tassa turistica destinata alla tutela della cultura e dell’ambiente dell’isola. L’importo è attualmente di 150.000 IDR per persona e si paga una sola volta durante il soggiorno a Bali. Il pagamento può essere effettuato online attraverso il sistema ufficiale Love Bali, prima dell’arrivo. Al termine viene generato un voucher con QR code che conviene conservare sul telefono. Il mio consiglio è semplice: fatelo prima di partire, così all’arrivo avete già sistemato una delle procedure burocratiche.

Quanti giorni servono per Bali?

Bali sembra piccola sulla cartina, ma non fatevi ingannare dalle distanze. Il traffico può essere intenso e percorrere pochi chilometri può richiedere molto tempo. Per questo, più che concentrarsi sul numero di chilometri, conviene dividere il viaggio per zone.

Per un primo viaggio considero ideale almeno 7-10 giorni, mentre con due settimane si può esplorare l’isola con molta più calma.

La combinazione che consiglio è:

Ubud → costa sud di Bali

In questo modo si ottiene un viaggio molto equilibrato:

  • natura e risaie;
  • templi;
  • cascate;
  • cultura balinese;
  • cucina;
  • piscine e resort;
  • spiagge;
  • tramonti;
  • vita notturna e beach club.

Prima tappa: Ubud, il cuore verde di Bali

Se è la vostra prima volta a Bali, Ubud dovrebbe essere praticamente obbligatoria.

È la parte dell’isola che più rappresenta l’immagine che molti hanno di Bali: risaie, foreste tropicali, templi, piccoli villaggi, statue induiste e strade che si perdono nel verde. Ubud è considerata il centro culturale e artistico dell’isola ed è circondata da una campagna spettacolare. Le terrazze di riso di Tegallalang, in particolare, sono tra i paesaggi più rappresentativi di questa zona.

Dove soggiornare: Bambootel

Per il mio soggiorno ho scelto Bambootel, una struttura perfettamente in linea con l’atmosfera di Ubud. Il bello di soggiornare fuori dal centro più caotico è proprio quello di poter vivere il lato più naturale dell’isola: vegetazione, silenzio, risaie e architettura immersa nella natura. Bambootel si trova nella zona di Mas, a sud di Ubud, ed è quindi una buona base per esplorare le attrazioni della zona senza essere necessariamente immersi nel traffico del centro. Il mio consiglio è quindi di non scegliere necessariamente un hotel nel centro di Ubud. Se avete a disposizione un’auto con autista o driver privato, una struttura immersa nel verde può rendere l’esperienza molto più piacevole.

Tegallalang Rice Terraces

Una delle prime immagini che vengono in mente pensando a Bali sono proprio le risaie terrazzate. Le Tegallalang Rice Terraces sono tra le più famose dell’isola e si trovano a nord di Ubud. Il sistema agricolo tradizionale balinese è basato sul subak, un’antica organizzazione comunitaria dell’irrigazione che rappresenta uno degli elementi più importanti del paesaggio culturale di Bali. Il modo migliore per visitarle non è limitarsi al punto panoramico. Scendete lungo i sentieri e camminate tra le terrazze: il paesaggio cambia continuamente e, soprattutto al mattino, la luce è spettacolare. È una delle attrazioni più fotografate di Bali e durante le ore centrali può diventare molto affollata quindi il mio consiglio è andarci presto.

Tirta Empul: il lato spirituale di Bali

Uno dei templi che consiglio maggiormente nella zona di Ubud è Tirta Empul. Il complesso è famoso soprattutto per le sue sorgenti sacre e per il rituale di purificazione chiamato melukat. Qui si percepisce molto bene una caratteristica fondamentale di Bali: la religione non è qualcosa separato dalla vita quotidiana, ma è continuamente presente. Visitare un tempio balinese significa quindi anche osservare la cultura locale. Ricordate però che si tratta di luoghi religiosi, non semplicemente di attrazioni turistiche. È importante vestirsi in maniera appropriata e rispettare le regole del tempio.

Le cascate intorno a Ubud

Un altro motivo per dedicare almeno qualche giorno a questa zona sono le cascate. Tra quelle che si possono inserire nell’itinerario ci sono Kanto Lampo e Tegenungan, entrambe molto scenografiche. Kanto Lampo, in particolare, è una cascata caratterizzata da una serie di rocce sulle quali l’acqua scende creando piccoli livelli naturali. È anche un luogo considerato sacro dalla comunità locale, quindi è importante comportarsi con rispetto. Le cascate sono belle, ma hanno una piccola controindicazione: per raggiungerle bisogna spesso camminare e affrontare scale, quindi non considerate la visita una semplice passeggiata fotografica.

Ubud e Monkey Forest

Nel centro di Ubud si trova invece la famosa Sacred Monkey Forest. È un enorme spazio verde dove foresta, templi e macachi convivono all’interno dello stesso complesso. È una delle attrazioni più conosciute di Ubud e permette di combinare natura e cultura in una sola visita. Una raccomandazione importante: non avvicinate troppo cibo, occhiali, cappelli o oggetti facilmente afferrabili alle scimmie. Sono animali selvatici e possono essere decisamente più intraprendenti di quanto le fotografie facciano pensare. Ubud inoltre offre templi e il bellissimo Palazzo di Ubud nonché il mercato, tappe imprescindibili in una giornata nella città.

Seconda parte del viaggio: la costa sud di Bali

Dopo Ubud, il mio consiglio è di spostarsi verso la costa. È qui che Bali cambia completamente volto. Il verde dell’interno lascia progressivamente spazio alle scogliere, all’Oceano Indiano, alle spiagge e ai grandi resort.

Per la seconda parte del viaggio ho scelto AYANA Bali, nella zona di Jimbaran. Ed è stata una scelta voluta: dopo alcuni giorni dedicati a templi, risaie e cascate, avevo voglia di una parte più rilassante e lussuosa del viaggio.

Soggiornare all’AYANA Bali

AYANA non è semplicemente un hotel. Il resort è talmente grande da poter tranquillamente occupare una parte consistente della giornata senza dover uscire. Piscine, spiagge, ristoranti, bar, spa e diversi punti panoramici sono distribuiti all’interno del complesso. La posizione sulla scogliera e la vista sull’Oceano Indiano sono probabilmente il vero punto di forza. Tra le esperienze da non perdere c’è sicuramente Kubu Beach, una piccola baia di sabbia bianca raggiungibile all’interno del resort. È completamente diversa dalle grandi spiagge turistiche di Bali: più raccolta, scenografica e molto piacevole per trascorrere qualche ora.

Rock Bar: il tramonto da non perdere

Se soggiornate all’AYANA, una delle esperienze che considero praticamente obbligatorie è il Rock Bar. Il bar è costruito direttamente sulla scogliera e si affaccia sull’Oceano Indiano. Il momento migliore è naturalmente il tramonto. La struttura si sviluppa lungo circa 270 metri di costa e l’accesso avviene tramite un inclinatore che scende verso il bar. Non serve necessariamente andarci per cena: anche un drink al tramonto è sufficiente per vivere l’esperienza. Prenotate però con anticipo, soprattutto se volete andarci proprio nell’orario del sunset. Per gli ospiti dell’AYANA esistono inoltre alcune possibilità di accesso prioritario a determinate aree.

Uluwatu e il tempio sulla scogliera

Una delle escursioni più belle da fare dalla zona di Jimbaran è verso sud, nella penisola di Bukit. Qui si trova Uluwatu Temple, uno dei templi più spettacolari di Bali, costruito su una scogliera a picco sull’Oceano Indiano. È una destinazione che consiglio soprattutto nel tardo pomeriggio. Il paesaggio delle scogliere è impressionante e il tramonto rende l’atmosfera ancora più suggestiva. Attenzione però alle scimmie anche qui: possono essere molto abili nel sottrarre piccoli oggetti ai visitatori.

Le spiagge della penisola di Bukit

La zona di Uluwatu è anche quella giusta per andare alla ricerca delle spiagge più spettacolari del sud di Bali. Tra le più conosciute ci sono:

  • Padang Padang
  • Balangan
  • Dreamland
  • Suluban Beach
  • Thomas Beach

Non aspettatevi necessariamente le classiche spiagge tropicali con acqua sempre calma. Molte spiagge del sud sono caratterizzate da scogliere, onde e surf. Sono spettacolari soprattutto per il paesaggio. 

Jimbaran Bay

La zona di Jimbaran è famosa anche per i ristoranti di pesce sulla spiaggia. È un’esperienza completamente diversa rispetto al Rock Bar: molto più informale, con tavoli sulla sabbia e vista sul mare. Il momento migliore è ancora una volta il tramonto. Dopo qualche giorno trascorso tra resort e templi, una cena sulla spiaggia può essere un modo perfetto per concludere la giornata.

Come muoversi a Bali

Questo è probabilmente uno degli aspetti più importanti da capire prima di partire. Bali non è una destinazione in cui conviene basarsi esclusivamente sulle distanze indicate da Google Maps. Il traffico può essere molto intenso, soprattutto nelle zone più turistiche. Per le escursioni più lunghe, personalmente consiglio di utilizzare un driver privato per la giornata.

È una soluzione molto comoda perché permette di organizzare diverse tappe senza preoccuparsi continuamente di parcheggio, traffico o orientamento.

Per gli spostamenti brevi, invece, sono molto utilizzati taxi e app di ride-hailing. Nelle zone più turistiche è generalmente facile organizzare gli spostamenti.

Quando andare?

Bali ha un clima tropicale e, in linea generale, si distinguono una stagione più secca e una più umida. I mesi più asciutti sono generalmente quelli compresi tra maggio e ottobre, mentre la stagione delle piogge interessa soprattutto il periodo successivo. Questo non significa però che nella stagione umida piova continuamente. Anzi, spesso gli acquazzoni sono intensi ma relativamente brevi. Il vero problema da considerare è piuttosto il fatto che il clima può modificare completamente l’esperienza di alcune attività: cascate, risaie, spiagge e tramonti sono molto sensibili alle condizioni meteorologiche.

Bali: ne vale la pena?

Assolutamente sì, ma a una condizione: non aspettatevi soltanto una destinazione balneare. Bali dà il meglio di sé quando si combinano esperienze molto diverse. Una mattina tra le risaie di Ubud, un tempio immerso nella giungla, una cascata, un pranzo balinese, qualche ora in piscina, una spiaggia sulla costa sud e infine un cocktail guardando il sole tramontare sull’Oceano Indiano. È proprio questa varietà a rendere l’isola speciale.

E forse il modo migliore per descrivere Bali è proprio questo: un viaggio in cui natura, spiritualità, lusso e vita quotidiana riescono sorprendentemente a convivere nello stesso posto.

Per me, la combinazione Ubud + costa sud è stata quella che ha permesso di vivere entrambe le anime dell’isola: prima quella verde, spirituale e autentica; poi quella sofisticata, balneare e decisamente più glamour.

Ed è proprio questo equilibrio che consiglierei a chiunque stia preparando il suo primo viaggio a Bali.

Alcune foto:

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